La terminologia usata per i display degli smartphone può risultare ostica, soprattutto considerando che ogni casa produttrice sceglie di evidenziare parametri diversi per distinguersi in un mare sempre più affollato.

Quindi, se volete sapere che cosa significano tutti i numeri e le abbreviazioni usati per gli schermi dei cellulari, quali sono le differenze tra i diversi tipi di display e quali sono i migliori, questo è l’articolo giusto.

Risoluzione del display

Steve Jobs disse che non ha alcun senso stipare il display dello smartphone con la massima densità di pixel se l’occhio umano non è in grado di percepirli, ma ci sono sottigliezze e dettagli che sono state dibattuti all’infinito e ancora creano controversie.

I produttori di display oggi sono arrivati a raddoppiare il numero magico di Jobs di 330ppi sui dispositivi mobili, indicando che probabilmente ci sono forze di mercato o ragioni sufficienti per essere d’accordo con loro. Ma cosa vuol dire ppi e perché è di 300 il numero magico?

Display: Termini e concetti chiave

Quando si parla di display, normalmente vengono considerati consideriamo quattro fattori fondamentali:

  • tipo di schermo
  • dimensioni (la diagonale del display, in pollici)
  • definizione (HD, Full HD, QHD ecc…)
  • risoluzione (PPI, densità di pixel per pollici).

Tipi di display

LCD

LCD, acronimo di Display a cristalli liquidi (Liquid Crystal Display), è uno tra più diffusi tipi di display touchscreen ed è composto da una matrice di cristalli liquidi che non producono luce propria ma vengono illuminati tramite retroilluminazione. Gli schermi LCD possono essere di due tipi:

TFT LCD: questo tipo di display utilizza la tecnologia Thin Film Transistor per migliorare la qualità dell’immagine, in particolare il contrasto. Grazie ai bassi costi di produzione, viene comunemente usato per migliorare la risoluzione negli smartphone economici; comporta però un consumo di batteria più elevato e la visibilità dello schermo sotto la luce del sole è abbastanza deludente.

IPS LCD: In-Plane Switching LCD è un altro tipo di LCD, migliore rispetto al TFT grazie agli angoli di visuale più ampi che garantiscono una più precisa e accurata riproduzione della gamma di colori. Anche il consumo di energia è ridotto rispetto al TFT; ma il costo di produzione è più alto e questo tipo di display trova quindi impiego negli smartphone di fascia medio alta.

OLED

OLED sta per Organic Light Emitting Diode, una tecnologia che posiziona film sottili di materiali organici a base di carbonio tra due conduttori. Quando viene applicato un impulso elettrica, i materiali organici producono automaticamente una luce elettro luminescente. Questo tipo di schermo non necessita quindi di un pannello retroilluminato e un display OLED offre neri più profondi (rispetto al nero retroilluminato dell’LCD che tende al grigio) e tempi di risposta più rapidi.

AMOLED

La tecnologia AMOLED (Active Matrix Organic Light-Emitting Diode) è l’avanzamento tecnologico dell’OLED; offre colori più brillanti, maggiore luminosità ed immagini più nitide il tutto in un formato più sottile, consentendo così di ridurre lo spessore totale dello smartphone. I display AMOLED sono anche più flessibili (possono infatti essere piegati come nel Samsung Galaxy S6/S7 Edge) e la frequenza di refresh è molto veloce.

La gamma Galaxy S di Samsung attualmente utilizza display Super AMOLED

Super AMOLED

Super AMOLED è il nome dato da Samsung ai suoi display AMOLED migliorati e più avanzati. Uno dei miglioramenti più evidenti è lo spessore ridotto, ed i vantaggi sono il più rapido tempo di risposta e il minor consumo di energia.

Qual è la differenza tra OLED, AMOLED e Super AMOLED?

Un display OLED è composto da fogli sottili di materiale elettroluminescente, il cui vantaggio principale è che producono la propria luce e quindi non richiedono una retroilluminazione, riducendo il fabbisogno energetico. I display OLED sono più comunemente indicati come display AMOLED quando vengono utilizzati su smartphone o TV.

Come abbiamo già spiegato, la parte AM di AMOLED sta per Active Matrix, che è diversa da un OLED a matrice passiva (P-OLED), sebbene siano meno comuni negli smartphone.

Super AMOLED, invece, è il nome dato da Samsung ai suoi display. Come gli LCD IPS, Super AMOLED migliora il pannello AMOLED di base integrando un layer di risposta touch nel display stesso, invece che come strato aggiuntivo sopra.

Di conseguenza, i display Super AMOLED gestiscono la luce solare meglio dei display AMOLED e richiedono anche meno energia. Come suggerisce il nome, Super AMOLED è semplicemente una versione migliore di AMOLED. Non si tratta solo di spacconate di marketing: i display Samsung vengono regolarmente recensiti come alcuni dei migliori in circolazione.

RETINA

Apple con iPhone non punta ad alti rating di ppi

Il display retina non è esattamente un nuovo tipo di display; è in realtà un avanzamento della tecnologia LCD con lo scopo di rendere la visualizzazione di testo ed immagini estremamente nitida, in modo da non poter distinguere i singoli pixel ad occhio nudo. Si tratta quindi di uno schermo IPS retroilluminato a LED con un’alta densità di pixel, che hanno ormai superato (a partire dall’iPhone 6S Plus) il numero magico promosso da Steve Jobs di 320ppi (l’occhio umano può infatti distinguere solamente 320 pixel per pollice, sopra questo numero non percepisce nessuna differenza).

Risoluzione del display

HD

HD sta per High Definition (Alta definizione). Indica semplicemente che la misura dei pixel all’interno del display è di 1280 x 720 pixel. Non importa quanto grande sia lo schermo, 4 pollici o 6, se il numero di pixel al suo interno è di 1280 x 720 allora è un display HD.

Come si può immaginare, più piccolo è il display HD più alta sarà la densità di pixel e quindi migliore sarà l’immagine. Quindi, il fatto di avere uno schermo HD di per se non significa molto, in quanto le immagini riprodotte saranno molto diverse su un display da 5 pollici e uno da 10.

Su uno schermo da 4.3″, ad esempio, la densità di pixel è 324 ppi. Su uno schermo da 4.7 pollici, la densità scende a 312 ppi, ma entrambi sono display HD.

Secondo Apple, 300 ppi è uno “sweet spot”, il numero magico, perché è il punto nel quale l’occhio umano non è più in grado di distinguere i singoli pixel ad una data distanza. Quindi, sempre secondo Apple, che senso ha aumentare la densità quando la differenza non viene percepita?

FHD

Full HD è lo standard corrente per gli smartphone, anche se 2K (QHD) sta diventando sempre più popolare. Uno schermo FHD misura 1920 x 1080 pixel ed anche in questo caso, la densità dei pixel per pollice dipende dalla misura della diagonale del display. Per smartphone da 5″ si aggira intorno ai 440 ppi, mentre sui 5.5″ scende a 400 ppi.

QHD, Quad HD o 2K

QHD significa Quad HD, ovvero quattro volte la definizione di un display HD, e misura 2560 x 1440 pixel. Un display QHD da 5.5 pollici ha una densità di pixel di 538 ppi (la densità per un display FHD 5.5″ è di 400 ppi)

A volte, per indicare la definizione di un display viene menzionato il numero più piccolo della misura in pixel. Uno schermo HD può essere chiamato 720p, FHD è 1080p e così via. Con QHD, però, per rendere le cose ancora più confuse, il nome 2K deriva dal fatto che il più alto numero per la misurazione dei pixel è maggiore di 2000. E in realtà dovrebbe essere 2.5K, ma ne dovremmo discutere con quella mente geniale che ha iniziato a chiamare i display per sigle e numeri …

4K o Ultra HD

Come per 2K, anche 4K deve il suo nome al numero più alto di pixel, che sono 4096 per 4K e 3840 per l’Ultra HD. Quindi, anche se le due nomenclature vengono usate spesso come sinonimi, non sono esattamente la stessa cosa.

Ultra HD è 3860 x 2160 mentre 4K è 4096 x 2160, entrambi anche chiamati 2160p

Aspect Ratio (16:9, 18:9, 20:9 …)

Mentre gli schermi degli smartphone di solito avevano un rapporto di 16:9 fino a pochi anni fa, i produttori ora si prendono più libertà. Questo perché i bordi dei display e le cornici degli smartphone sono diventate più strette, e gli schermi degli smartphone di oggi sono più lunghi.

Aspect Ratio indica il rapporto tra larghezza e altezza, ad esempio un display 1:1 è un quadrato con la stessa larghezza e altezza. Un raro telefono con queste proporzioni è il Blackberry Passport.
Un display 18:9 o 2:1 è largo il doppio di quanto è alto. Attualmente ci sono schermi da 18,5:9 (Huawei Mate 20 X), da 20:9 (Oneplus 8 Pro o Samsung A71) e fino a 22:9 (Samsung Galaxy Z Flip).

Il Blackberry Passport, uno dei pochi smartphone con proporzioni 1:1

Il rapporto d’aspetto non indica solo la forma dell’area di visualizzazione. Influenza anche il valore della diagonale dello schermo, cioè la distanza in pollici tra due angoli diagonalmente opposti.

Un display con un aspect ratio particolarmente lungo, ha anche una diagonale particolarmente lunga perché gli angoli sono molto distanti. Un display 16:9 con una diagonale di 6 pollici ha un’area di 97,5 cm², un display 21:9 con la stessa diagonale misura solo 81,42 cm².
Il display da 6 pollici (16:9) di un Nexus 6 che ha diversi anni è in realtà più grande del display da 6,2 pollici (20:9) di un attuale Samsung Galaxy S20 (93,6 cm²).

L’uso di proporzioni atipiche porta anche alla specifica di risoluzioni di visualizzazione storte. Perché il numero di righe di solito corrisponde a quello delle comuni risoluzioni HD basate sul formato 16:9, ma vengono aggiunte nuove colonne in base alle proporzioni più lunghe. Il display di Oneplus 8 Pro nel suo formato 19.8:9 ha 3168 × 1440 pixel, il display 20:9 del Samsung Galaxy S20 ha 3200 × 1440 pixel. Come i display QHD convenzionali, entrambi gli schermi hanno linee di 1440 pixel, ma un diverso numero di colonne.

Nonostante questo, entrambe le risoluzioni sono denominata QHD +, quindi il numero di colonne non ha importanza in questa abbreviazione.

Anche le risoluzioni HD e Full HD sono disponibili in varie estensioni plus, riassunte di seguito:

AbbreviazioneRisoluzione tipicaAspect Ratio
qHD960 x 540 pixel16:09
HD1280 x 720 pixel16:09
HD+1440 x 720 pixel18:9 e oltre
FHD / Full HD1920 x 1080 pixel16:09
FHD+2160 x 1080 pixel18:9 e oltre
QHD2560 x 1440 pixel16:09
QHD+2880 x 1440 pixel18:9 e oltre
4K UHD3860 x 2160 pixel16:09

Frequenze di aggiornamento: cosa significano 60 Hz, 90 Hz e 120 Hz?

Alla fine del 2019, abbiamo iniziato a vedere grandi discussioni sui display a 90 Hz. OnePlus è stato il primo a rinunciare a questa tecnologia con OnePlus 7 Pro, e poi con 7T e 7T Pro. Google ha seguito il trend, mettendo un display a 90Hz anche sui suoi smartphone Pixel 4 e Pixel 4 XL alla fine del 2019.
Ma cos’è la frequenza di aggiornamento dello schermo?
C’è una differenza tra 60Hz (la norma per gli smartphone) e 90Hz? Sì, c’è!

La frequenza di aggiornamento è il numero di volte in un secondo che un display o un televisore aggiorna la propria immagine. È misurato in hertz (Hz). Un display con una frequenza di aggiornamento di 60 Hz visualizzerà le modifiche 60 volte al secondo; un display a 90 Hz cambierà 90 volte al secondo. In sostanza, significa che maggiore è la frequenza di aggiornamento, più fluida è la visualizzazione per le immagini in rapido movimento. Frequenze di aggiornamento più elevate significano meno sfocatura in movimento; questo è un grosso problema per gli smartphone su cui spesso scorriamo ad alta velocità. Inoltre, una frequenza di aggiornamento più alta rende i giochi più fluidi.

Lo svantaggio di una frequenza di aggiornamento del display a 90 Hz (e 120 Hz) è che la durata della batteria ne risente in modo significativo. Particolarmente vero su Google Pixel 4, che ha già una durata scarsa della batteria anche se rimani a 60 Hz.

Se vuoi approfondire, leggi: Smartphone con display a 120hz: come funzionano?

Luminosità, HDR e DCI-P3

Luminosità: i produttori sottolineano sempre di più l’importanza della luminosità dei display smartphone. Per la cosiddetta “luminanza”, le unità “nit” o “candela per metro quadrato” (cd / m²) vengono utilizzate a seconda della regione – entrambe hanno gli stessi valori e in definitiva sono la stessa cosa. Maggiore è il nit o la candela, più luminoso è il display. Da un lato, l’elevata luminosità è importante per la leggibilità sotto l’influenza della luce solare. In secondo luogo, i display molto luminosi soddisfano i requisiti dello standard HDR.

HDR: In un’immagine HDR o ad alto contrasto (HDR = High Dynamic Range), viene visualizzato un numero particolarmente elevato di livelli di colore e luminosità, il che lo rende più naturale di uno con una gamma dinamica bassa. Poiché i colori sullo schermo sono mescolati da subpixel di diversa luminosità – ogni pixel su un pannello IPS o OLED consiste in realtà di almeno un sottopixel rosso, verde e blu – un display HDR deve padroneggiare molte di queste gradazioni.

Il gruppo UHD Alliance formula il requisito minimo affinché un display smartphone HDR abbia una gamma dinamica compresa tra 0,0005 cd / m² e 550 cd / m² e la copertura dello spazio colore DCI-P3. Rispetto al comune spazio colore sRGB, il DCI-P3, originariamente sviluppato per i proiettori cinematografici, ha una gamma di colori più elevata: per coprire lo spazio colore, gli schermi corrispondenti devono essere in grado di visualizzare più e diversi colori primari.

Display: Risoluzione più popolare

Quale risoluzione dello schermo è la più utilizzata?
DeviceAtlas ha rilasciato le statistiche aggiornate per il 2019, divise a livello mondiale per paese. I dati sono basati sul traffico web per il 2018 (gennaio-novembre) divisi per risoluzione dello schermo adottata.
I display più utilizzati dagli italiani hanno una risoluzione Full HD  (o almeno HD):

Fonte: Device Atlas (2019)

Quale tipo di display è migliore?

Come abbiamo visto, ogni display non è limitato a un produttore. AMOLED non è sempre Samsung e Retina non è sempre Apple (anche se nessun altro usa il termine). I display LCD IPS per iPhone vengono prodotti da LG, mentre Samsung ha costruito display per iPad. Non tutti i dispositivi Samsung sono dotati di display AMOLED. Non si tratta semplicemente di quale display sia migliore: è un compromesso tra pro e contro.

Il punto fondamentalmente è: numeri e dati tecnici sono da considerare quando si confrontano gli schermi su due smartphone; ma le prestazioni di questi display nel mondo reale sono più importanti. È impossibile misurare uno schermo su carta, devi davvero vederlo “di persona”; devi vedere se per te i colori sono troppo freddi o caldi, se ti piacciono i livelli di saturazione, luminosità o contrasto, quali sono gli angoli di visione e così via.

Infine, devi essere consapevole delle tue abitudini di utilizzo e selezionare il display dello smartphone di conseguenza; se sei un telefono-dipendente di notte e sei costretto alla scrivania tutto il giorno, i vantaggi della visione sotto il sole degli schermi LCD probabilmente non sono così importanti per te. Invece, se sei un tipo che sta molto all’aperto, allora forse lo sono.

Se sei semplicemente ossessionato dal colore e dai contrasti, anche a discapito dalla batteria, dai un’occhiata a AMOLED.

Hai un tipo di display preferito? Hai notato la differenza tra i diversi tipi di display disponibili? Fateci sapere nei commenti qui sotto!

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