Private Key: Custodire i propri Bitcoin

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Una volta acquistati dei Bitcoin, diventa molto importante proteggerli e custodirli nella maniera più sicura possibile. Sicuramente lasciarli su un exchange, che è la strada perseguita dalla maggior parte degli investitori novizi in criptovalute, non è la soluzione migliore. Bisogna sempre ricordare che, quando si parla di Bitcoin, TU sei la tua banca e sei tu che devi informarti e prendere le giuste misure di sicurezza per poter proteggere i tuoi soldi. Purtroppo però, sono ancora in moltissimi ad attaccare gli exchange o, peggio ancora, i broker, quando i propri fondi vengono rubati o il proprio account è soggetto ad un attacco hacker

L'attacco storico a Mt Gox
All’inizio del 2014, Mt Gox, l’exchange bitcoin più grande al mondo, è stato hackerato. Dagli account degli utenti è stato sottratto un totale di 650,000 BTC (ai tempi valevano circa 450 milioni di euro). Il colpo è stato duro. Nonostante le migliorie, non essere in possesso dei propri bitcoin espone i nostri investimenti a rischi che non possiamo controllare

Il luogo migliore per poter custodire le proprie criptovalute sono i portafogli che danno accesso alle chiavi private (private key). Queste non sono nient’altro che un lasciapassare, un pass per avere accesso ai propri fondi in qualsiasi parte del mondo e su ogni dispositivo. Chiaramente, è facile capire come la loro custodia sia di fondamentale importanza, in quanto la loro perdita o, peggio ancora, il loro furto, comporta l’impossibilità permanente di prendere possesso delle criptovalute custodite nel portafoglio. Per questa ragione, diventa indispensabile avere dei metodi di protezione in atto, in modo da essere certi di possedere l’accesso alle private key in qualsiasi momento. Di seguito vediamo alcune delle strategie più comuni per fare ciò e per evitare di perdere i propri Bitcoin.

Custodire le private key sul PC

Si tratta, forse, del metodo più comunemente utilizzato e anche più largamente adottato. Partiamo dal presupposto che inserire le proprie chiavi private su un dispositivo elettronico, qualsiasi esso sia, rappresenta un rischio non indifferente, in quanto un attacco hacker può sempre avvenire. Tuttavia, esistono anche in questo senso diverse misure con gradi di sicurezza differenti. Per esempio, il semplice copia e incolla delle chiavi private su un file .txt, è un vero e proprio suicidio finanziario. Specialmente se possedete delle somme significative, il modo che scegliete per custodirle diventa progressivamente più rilevante. Uno dei metodi più efficaci per avere le proprie chiavi private sul computer è quello di suddividere la stringa alfanumerica in più file criptati, in modo che l’eventuale furto di uno di essi non comporti la perdita dei fondi. D’altra parte, però, la perdita di uno solo di questi file significherebbe il dover abbandonare per sempre i Bitcoin acquistati.

Se la tua scelta è quella di custodire le tue chiavi private sul tuo computer, ti sconsigliamo di averle sincronizzate su iCloud o Dropbox (a meno che siano crittografate). Un’opzione è ad esempio quella di tenerle all’interno di un software sicuro come 1Password

Softwares come 1Password aggiungeranno un nuovo livello di sicurezza, direttamente all’interno del nostro computer

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Custodire le private key su Smartphone

Avere le proprie chiavi sullo smartphone è una soluzione poco sicura per due motivi. In primo luogo perché se il cellulare viene rubato, il truffatore ha accesso ai vostri fondi. Inoltre, sappiamo tutti che i terminali hanno vita sempre più breve e i danni o i crash di sistema possono compromettere l’accesso ai tuoi dati e, di conseguenza, la perdita dei Bitcoin. In altre parole, lo smartphone non è certamente un buon luogo dove custodire le private key.

Custodire le private key su carta

Questo è, senza ombra di dubbio, il metodo più sicuro per proteggere i tuoi fondi. Di fatto, un foglio di carta non va incontro a tutti i problemi a cui la tecnologia può essere sottoposta. Certamente, ci vuole un po’ di accortezza nel non perdere il foglio contenente le private key e a riportarle nel modo corretto.

Tuttavia, pensiamo che questi svantaggi non siano neanche lontanamente paragonabili a quelli presenti in uno smartphone o in un PC. Una volta riportate su un pezzo di carta, le chiavi private possono essere custodite in cassaforte o in un luogo sicuro. Ad ogni modo, è difficile che un eventuale ladro sia attratto da una sequenza alfanumerica, specialmente se non conosce il mondo delle criptovalute.

Conservare le private Key su hardware appositi

Questa è la soluzione elegante che tuttavia comporta un costo. Esistono infatti delle “chiavette” USB appositamente studiate per proteggere le chiavi private delle nostre cryptovalute.

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Last updated on gennaio 20, 2018 6:44 am

Questi dispositivi richiederanno la creazione di un “seed” (dall’inglese: seme), ossia 24 parole che il dispositivo utilizzerà per creare le nostre chiavi private. I caso di furto, il dispositivo sarà inutilizzabile e tenendo al sicuro le nostre 24 parole magiche, potremo rigenerare le chiavi private e recupare l’accesso ai nostri fondi

 

 

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