Buone notizie: il mercato della telefonia sta cambiando. Nuovi concorrenti (come Huawei) avanzano in fascia alta, lasciando i soliti noti (iPhone e Samsung) con fette di mercato più piccoli. Ma se pensi che la battaglia dei flagship smartphone fosse brutale, aspetta di vedere cosa sta succedendo nella fascia bassa.

Il messaggio del CEO di Xiaomi, Lei Jun, a Huawei, lo riassume abbastanza bene: “Non preoccuparti della vita o della morte, vieni a prenderci se ci riesci”. Ha poi aggiunto che Honor ha copiato Xiaomi per anni, e che ha ancora molta strada da fare per raggiungere Xiaomi.

CEO di Xiaomi al lancio ufficiale di Redmi

Ieri ha mostrato il messaggio sul maxi schermo durante la presentazione del nuovo Redmi Note 7. È il primo telefono “Redmi”, marchio separato di Xiaomi incentrato sui telefoni più economici, puntando ad abbattere direttamente il concorrente diretto: Honor, sottomarca di Huawei.

Tutto ha inizio da una frase del vice presidente del marchio Huawei Honor:
“[La nostra] concorrenza con Xiaomi si è conclusa da un po’, e siamo decisamente migliori di loro”.
E, durante lo stesso evento, il CEO di Xiaomi replica:
“Non iniziamo le guerre, ma non abbiamo paura delle guerre”. (Fonte)

Le buone notizie, oltre al divertente botta e risposta? Xiaomi e Honor producono già telefoni economici con buone specifiche, ma la battaglia annunciata potrebbe regalarci nuovi modelli, migliori e ancora più economici.

Redmi Note 7 e Honor 10 Lite, entrambi con “goccia” sul display

Se Redmi sembra essere la risposta ad Honor, la cosa divertente è che Honor era una risposta … a Xiaomi stessa. Il marchio Honor è stato creato da Huawei proprio per spodestare Xiaomi dal mercato dei telefoni economici. E ha funzionato: nel terzo trimestre del 2018, Honor ha venduto più telefoni in Cina rispetto a Xiaomi, conquistando il quarto posto.

Honor copia Xiaomi?

Xiaomi è un’azienda conosciuta non solo per i telefoni, ma anche per i tantissimi altri prodotti che propone sul suo sito di sul suo sito di shopping (tutto, dai televisori ai giocattoli, fino ai mobili). E da qualche settimana, ha un nuovo, agguerrito concorrente: Honor.

Anche Honor ha recentemente annunciato il suo nuovo smartphone V20. Oltre al V20, ha lanciato anche molti altri gadget, tra cui una mini stampante fotografica da 599 yuan (~ 73€), una telecamera di sorveglianza domestica “abilitata AI” da 199 yuan (~ 25€) e uno smartwatch da 299 yuan (~ 39€) per bambini.

I nuovi gadget, combinati con la linea di wearables e smartwatches già presenti in azienda, sono tutti in vendita su Honor Qinxuan – la sua nuova piattaforma di shopping:

Sembra familiare? Xiaomi ha una piattaforma come questa – Xiaomi Youpin, che vende una vasta gamma di prodotti dalle lampadine ai monopattini.
 

Articolo Suggerito:La storia dietro ai prodotti MiJia: la piattaforma YouPin..

La differenza più grande tra il sito di Xiaomi e quello di Honor è che Xiaomi vende prodotti di altre aziende in cui è impegnata – parte del loro “ecosistema”. Al contrario, Honor Qinxuan vende solo i gadget dell’azienda – ma il presidente di Huawei Honor ha detto ai media cinesi che potrebbe aprirsi ad altri marchi in futuro.

Potrebbe non essere una mossa sorprendente, dal momento che Honor è stato creato da Huawei per combattere Xiaomi sul mercato dei telefoni economici. Entrambi sono rivolti ai giovani consumatori con smartphone convenienti, e si concentrano sulle vendite online, con i due venditori spesso coinvolti in battaglie testa a testa.

Nel terzo trimestre di quest’anno, le vendite di smartphone Honor in Cina hanno registrato una crescita del 14% su base annua mentre quelle di Xiaomi sono diminuite del 15%, secondo IDC.

Il presidente di Honor ha dichiarato che non vedono più Xiaomi come un concorrente, dicendo che stanno iniziando a guardare a livello globale. Ma la nuova piattaforma di shopping suggerisce che Honor è ancora in competizione con Xiaomi … proprio al di là degli smartphone.

Honor Qinxuan è attualmente solo su Android e non ha un sito Web, ma i prodotti sono tutti disponibili sul sito di Huawei.

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