Ricarica wireless: tutto quello che c’è da sapere

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La ricarica wireless un giorno sostituirà fili e prese grazie a Bluetooth e WiFi che hanno cambiato drasticamente le comunicazioni. Il principio fisico su cui si basa la ricarica wireless è semplice! Un campo magnetico oscillante prodotto da un avvolgimento trasferisce energia ad un altro avvolgimento presente ad esempio sul nostro smartphone. La possibilità di trasportare energia elettrica senza l’utilizzo di cavi ha sempre interessato l’uomo. Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento Tesla aveva già iniziato i suoi esperimenti, ma dovette interromperli per mancanza di fondi. Ultimanente la ricarica wireless è tornata di tendenza e i grandi produttori di telefoni stanno investendo grandi cifre su questa tecnologia. Già Apple ha tagliato l’ingresso jack dai suoi dispositivi per ridurre lo spessore e non è detto che il prossimo iPhone sarà talmente sottile da non potersi permettere neanche una porta usb!

Esistono tre diverse tipologie di ricarica wireless che si distinguono per la distanza a cui possono funzionare e la loro efficienza. Andiamo ad analizzare i loro limiti di utilizzo e le loro potenzialità.

Tecnologia attuale

Il primo tipo è la ricarica wireless induttiva. Per poter funzionare l’avvolgimento sul dispositivo da caricare e quello sul caricatore devono essere vicini tra loro, al massimo una decina di millimetri. La maggior parte dei produttori di smartphone ha aderito allo standard Qi che con la nuova versione Qi1.2 può lavorare fino a 15W. Però non lasciamoci ingannare dai numeri, perché la velocità di ricarica è comunque più lenta della corrispettiva ricarica con filo. L’unico problema rimane il corretto posizionamento del telefono sulla base. Per aumentare l’efficienza gli avvolgimenti devono essere allineati e pertanto sono i produttori che devono aiutare gli utenti con delle linee di riferimento per appoggiare il dispositivo.

Recensione Spigen Ricarica Wireless

Capita sempre più di frequente di vedere nuovi dispositivi con la possibilità di effettuare la ricarica, oltre che con il filo, anche in modalità wireless. Fino ad un po’ di tempo fa era possibile acquistare dispositivi esterni che, una volta collegati alla porta di ricarica dello  smartphone, consentivano una ricarica su basi wireless. Da un

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La ricarica wireless risonante, introdotta anche nello standard Qi, risolve il problema dell’allineamento tra trasmettitore e ricevitore. Il principio di funzionamento è sempre lo stesso: un campo magnetico oscillante prodotto nel trasmettitore viene indotto nell’avvolgimento del ricevitore. La novità introdotta da questa teconologia è che i due avvolgimenti devono lavorare alla loro frequenza di risonanza (intorno ai 6Mhz) per migliorare l’efficienza di trasmissione di energia.  La distanza tra i due avvolgimenti resta comunque bassa, entro i pochi millimetri, ma l’energia può essere trasferita da un trasmettitore a più ricevitori. Grandi aziende, come Apple, stanno dirottando verso questa tecnologia per ricaricare contemporaneamente tutti i dispositivi (smartphone, tablet, telecomando del tv box, cuffie, etc.) attraverso un’unica base di ricarica.

Uno sguardo al futuro

L’ultima tipologia che andiamo a presentare è la ricarica wireless a radio frequenza. Non è stata ancora commercializzata, ma è in via di sviluppo e probabilmente dovremo aspettare molti anni prima di vederla. In questo scenario futuristico non dovremo più appoggiare lo smartphone su una stazione di ricarica, ma dei trasmettitori posti nella stanza andranno a ricaricare il telefono mentre lo teniamo in tasca. Il trasmettitore lancia un debole segnale a radio frequenza e il ricevitore lo converte in energia. Il più grande vantaggio è la distanza a cui può trasmettere, anche una decina di metri. Tuttavia ancora ci sono problemi di efficienza e di salute per le radiazioni a cui il corpo umano sarebbe sottoposto.

La batteria è in pericolo?

Le batterie che troviamo nei nostri cellulari sono tutte a ioni di litio e ormai sono una tecnologia consolidata nel settore per la loro affidabilità e capacità. Tuttavia c’è ancora molta confusione su come preservare la loro durata. Su internet si trova chi dice che la ricarica wireless è innocua e chi la condanna perchè danneggia la batteria. Alcuni sostengono che la batteria va scaricata fino allo 0% e bisogna subito scollegarla quando raggiunge il 100%.

Per garantire la vita più lunga possibile alla nostra batteria, la carica non dovrebbe mai scendere al di sotto del 20%-30%. D’altra parte una batteria a ioni di litio non dovrebbe mai essere caricata oltre il 100% perchè potrebbe danneggiarsi. Ma questo non è un problema di cui dobbiamo preoccuparci perchè in tutti i dispositivi sono presenti circuiti di protezione per evitare la sovraccarica.

Anche i caricatori wireless sono intelligenti e comunicano con il dispositivo da caricare attraverso un proprio protocollo. Innanzitutto se il caricatore appartiene allo standard Qi, verifica che il dispositivo sia compatibile. Infatti esistono in commercio dispositivi che si appoggiano ad altri standard come A4WP e PMA. Dopodichè trasmettitore e ricevitore si accordano sulla potenza da trasmettere. Quando il dispositivo è carico oppure è stato tolto dalla base di ricarica, il caricatore wireless entra in modalità di stand-by e smette di irradiare energia.

Per adesso la ricarica wireless non avrebbe punti a suo sfavore, se non per il calore dissipato. Trasmettitore e ricevitore altro non sono che “gomitoli di rame” e si scaldano facilmente quando sono attraversati da corrente. Le batterie a ioni di litio sono molto sensibili alle alte temperature e si danneggiano più facilmente se vengono scaldate eccessivamente. A causa di questo problema nella ricarica wireless le potenze in gioco sono ancora limitate rispetto ai rivali cablati.

Consigli per l’acquisto

Anker PowerWave Wireless Charger

L’ultimo prodotto della Anker con ricarica veloce è una delle migliori opzioni per la sua fascia di prezzo. Supporta la ricarica veloce di smartphone Android e iPhone grazie al recente standard a 7,5W. Il dispositivo comprende anche una ventola di raffreddamento integrata e un piccolo led per indicare lo stato del caricatore. Per poter funzionare ha bisogno dell’adattatore Qualcomm Quick Charge 3.0 incluso nella confezione. Supporta lo standard Qi quindi è compatibile con Samsung, iPhone, Nexus e Nokia.

Last updated on agosto 14, 2018 9:37 am

Satechi Fast Wireless Charger

Questo caricatore wireless della Satechi ha un buon prezzo e design notevole. Il corpo in alluminio è disponibile in diversi colori (argento, grigio, oro e rosa dorato). Anche in questo caso un led indica se la base sta caricando il telefono. Per funzionare bisogna collegarlo alla presa con un adattatore compatibile a Qualcomm Quick Charge 2.0 o usare uno degli adattatori venduti con gli smartphone Samsung. È compatibile con tutti i dispositivi che implementano lo standard Qi.

Last updated on agosto 14, 2018 9:37 am

Aukey Wireless Chargher

Aukey propone una nuova struttura per il suo caricatore che mantiene il telefono rialzato in modo che si possa vedere facilmente il display mentre si sta caricando. Grazie alle tre bobine non importa se lo smartphone si appoggia in orizzontale o verticale perché verrà comunque ricaricato. Per funzionare correttamente Aukey consiglia di usare un adattatore da muro che eroghi almeno 2A.

 

Conclusioni

La ricarica wireless è una tecnologia ancora acerba che si sta facendo interessante sul mercato solo da pochi anni. Il numero di dispositivi compatibile con questo nuovo metodo di ricarica è in aumento e non mi stupirei se tra qualche anno la maggior parte degli smartphone fosse compatibile. La potenza dei caricatori wireless e i tempi di ricarica sono inferiori rispetto alla ricarica con il filo, però riducono il numero di cavi sulla nostra postazione di lavoro e diminuiscono le sollecitazioni meccaniche sulla porta usb.

Non ci resta altro che prendere confidenza con i wireless charger già presenti sul mercato per restare al passo coi tempi, mentre restiamo in attesa di prodotti più performanti.

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