giovedì, novembre 15

Xiaomi Mi Drone – Recensione ed istruzioni dettagliate per il volo

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Xiaomi non è solo smartphone. L’azienda cinese, infatti, produce praticamente qualsiasi gadget, purché sia smart.
La recente apertura del Xiaomi Flagship Store a Shenzhen ci ha lasciato sbalorditi non solo per l’aspetto dell’edificio in sé – che sembra un moderno Apple store

– ma anche e soprattutto per la qualità e quantità di prodotti: dalle bilance pesapersona ai purificatori d’aria, fino a degli adorabili pupazzi scaldamani

La strategia di Xiaomi è, infatti, quella di diversificare la linea di prodotti cercando di entrare in quanti più mercati disponibili con articoli dall’ottimo rapporto qualità/prezzo.
Da oggi alla sua lista enorme di prodotti si va ad aggiungere anche un drone.

Questa mossa la mette in diretta competizione con un gigante come DJI. Marchio a cui sembra ispirarsi molto, sia nell’aspetto che nelle caratteristiche e specifiche del drone.

Caratteristiche tecniche

Iniziamo col dire che ci sono due modelli identici del drone Xiaomi, quello che li distingue principalmente è la risoluzione della camera; abbiamo infatti un Mi Drone 1080 ed un Mi Drone 4k.

Frame: ABS
Connessioni: GPS + GLONAS
Eliche: autoserranti
Velocità: 16 m/s
Autonomia batteria: 25 min circa
Gimbal: 3 assi (risoluzioni massime 4k o 1080, a seconda del modello).

La distanza di volo si aggira sui 500 metri in altezza, la ricezione invece varia molto, personalmente non mi sono spinto oltre i 500 metri. Su internet ci sono molte persone che dicono di averlo spinto anche oltre i 2km, ma presterei molta attenzione alla distanza sia per questioni di sicurezza sia per evitare di danneggiare la batteria portandola al limite.

Contenuto della confezione

All’interno della confezione è presente il corpo del drone e notiamo come, nonostante non sia contenuto nelle dimensioni non è neanche tozzo, ha una linea pulita e morbida. Sono inoltre presenti il radiocomando con un cavo USB/microUSB, 8 eliche (nella confezione Gearbest troviamo la chiavetta wifi che consente di collegare il proprio dispositivo senza dover obbligatoriamente utilizzare il cavo USB fornito).

Ovviamente è presente la batteria e l’alimentatore (la presa non è di quelle europee, in fase d’acquisto inserite nelle note la richiesta di un adattatore). La camera presente, in versione 4k o 1080 in base al drone scelto, ha anche un meccanismo di stabilizzazione d’immagine che consente di mantenere sempre l’immagine dritta (sempre a patto di aver eseguito la calibrazione su di una superficie diritta!).

 

 

Software

Il software di gestione del drone è fatto da Xiaomi stessa. Questa app è buon punto di partenza anche se ha bisogno sicuramente di miglioramenti. Su android mi è capitato che l’app si chiudesse qualche volta, su iOS invece non ho avuto particolari problemi.

Bisognerà innanzitutto attivare il radiocomando, collegare il cavo USB (o la chiavetta wifi fornita), autorizzare l’hotspot e assicurarsi che il radiocomando si colleghi; a questo punto possiamo attivare il drone.

Il drone ed il radiocomando si attivano premendo due volte il tasto d’accensione (una volta veloce la seconda tenendo premuto per circa 2 secondi).

Noteremo che inizialmente sia le luci del radiocomando che quelle del drone lampeggeranno fino a rimanere fisse, in questo modo sapremo che il pairing tra radiocomando e drone è andato a buon fine.

Inizialmente vi è un limite nelle distanze che può raggiungere il drone; Xiaomi ha infatti deciso di dotare il dispositivo di una modalità principiante, questo per dare modo di esercitarsi con i comandi del drone nei primi voli. Le distanze che riuscirà a raggiungere in questa modalità sono di 50 metri di altezza e 100 metri di distanza tra noi e il drone.
Dopo 300 min di volo questo limite viene meno e vengono sbloccate altre modalità come la navigazione per punti preselezionati, la possibilità di orbitare attorno ad un oggetto e infine vengono rimossi limiti di distanza (rimane quello di altezza di 500 metri che è il limite del drone).

Le opzioni per la registrazione sono varie ma classiche; possiamo infatti scegliere la risoluzione video e il relativo frame rate o la risoluzione delle foto con possibilità di scattare anche foto in raw.

Ecco le opzioni disponibili:

Radiocomando

Il radiocomando è fatto molto bene ed anche al tatto dà un senso di grande solidità con dettagli ben rifiniti. Guardandolo sul davanti notiamo le due leve, quella di sinistra serve per l’orientamento e l’altezza mentre quella di destra serve per gli spostamenti. Il tasto in alto serve invece per la funzione di ritorno a casa (funzione molto utile nel caso perdessimo di vista il drone); i due tasti posti in basso invece servono per l’accensione –  quello di sinistra – quello di destra invece serve per l’atterraggio automatico. Nella parte alta invece troviamo due rotelle utili per manovrare la ripresa della camera. Tra le due levette è presente una chiusura in plastica, una volta aperta sono presenti due porte, una micro usb che serve per effettuare la carica del radiocomando stesso ed una porta usb standard che serve per collegare il cavo da agganciare poi allo smartphone che utilizzeremo per il collegamento. Sempre nella parte alta è presente uno stand estraibile dove potremmo andare ad incastrare il nostro smartphone per averlo in una posizione comoda alla vista e posizionato in maniera stabile.
Il vano può ospitare smartphone di grosse dimensioni (diciamo che siamo intorno ai 6 pollici di dimensioni), purtroppo non è possibile poter agganciare tablet, sicuramente più comodi per la visione della trasmissione video; ad ogni modo ci sono in commercio molti adattatori per poter collegare dispositivi più grandi.

 

Volo

Per far funzionare il drone i passaggi da seguire sono molto semplici, teoricamente potete anche seguirli alla rinfusa, ma non ve lo consiglio anche per questioni di sicurezza.

Collegare la batteria al drone assicurandovi di sentire lo scatto, successivamente collegare la camera con gimbal (assicuratevi sempre di sentire lo scatto e che non ci siano movimenti).
Aprite i due carrelli, facendo pressione sul tasto laterale e prestando attenzione: durante le mie prove ho sempre avuto la paura di spaccarli.
Siamo quindi pronti ad agganciare le eliche. Le eliche hanno un sistema di sicurezza, per cui bisogna osservare il disegnino del lucchetto posto internamente per essere sicuri che sia aperto e che una volta inserite siano chiuse correttamente (le eliche hanno due colori oro e argento che corrispondono al colore sui rispettivi bracci del drone).

Una volta terminati questi passaggi il drone è pronto. Dovremmo quindi accendere il radiocomando e successivamente accendere il drone. Noterete all’accensione del drone una luce verde ed una rossa da un lato e due luci bianche dall’altro. Queste servono per aiutarci durante il volo (soprattutto notturno) a capire l’orientamento del drone. Infatti le due luci bianche servono a capire il davanti del drone mentre la luce verde ci fa capire il lato destro mentre quella rossa il lato sinistro.

Consiglio di eseguire una calibrazione della bussola all’avvio del drone, questo per rendere più precisi i movimenti del drone.

Per far alzare il drone in volo bisognerà far convergere le due levette verso il basso. Quindi la leva di sinistra dovrà dirigersi nell’angolo basso destro mentre quella destra dovrà andare nell’angolo basso sinistro. Facendo questa azione contemporaneamente e tenendole in questa posizione per un paio di secondi il drone inizierà a far ruotare le eliche. Rilasciamo quindi e saremmo pronti a spiccare il volo.

Giusto due indicazioni su come si comanda il drone (anche se la pratica sul campo è molto più semplice di quello che si può descrivere a parole).

Il radiocomando ha due leve, la leva di sinistra servirà per far alzare il drone in volo spingendola verso l’alto o verso il basso; spingendola invece verso destra o sinistra farà ruotare il drone su sé stesso nel senso che abbiamo spinto la leva.
La leva di destra invece serve a fare gli spostamenti sul piano orizzontale, se infatti spingeremo verso destra o verso sinistra il drone si sposterà in quella direziona rimanendo all’altezza data con la levetta sinistra. Il tasto in alto centrale serve per la funzione RTH (Return To Home) mentre i due tasti in basso sono per l’accensione.
Le rotelle poste dietro servono per controllare i motori della videocamera, così da poterla ruotare a nostro piacimento.

Il volo è molto stabile e anche chi non ha grande manualità con il drone riuscirà a prenderci subito confidenza. Si nota come i comandi vengano ben recepiti dal drone che risponde in maniera immediata e precisa. Collegando lo smartphone avremo nell’app la mappa con la zona dove è il drone o potremmo passare alla visualizzazione di quello che viene registrato dalla camera.

La trasmissione è fluida mentre invece la registrazione a 4k con 30 frame è leggermente scattosa, stiamo parlando di piccolissime incertezze che in fase di post produzione possono essere corrette; certo avrebbe fatto piacere avere una fluidità maggiore, cosa che invece non capita mettendo la registrazione a minor risoluzione.

Alcune foto con il nostro Mi Drone:

 

Considerazioni finali

Il Mi Drone è un prodotto dalle tante possibilità ad un prezzo accessibile. In un mercato dominato da DJI, Xiaomi tenta di dire la sua con la sua prima creazione. L’azienda ci ha abituato a prodotti che prendono fortemente ispirazione dai leader del mercato, dotandoli delle più recenti tecnologie e proponendoli ad un prezzo accessibile.

Mi Drone ne è un esempio perfetto. Certo soffre di qualche piccolo errore di gioventù (vedi alcuni problemi software di calibrazione del gimbal). Il drone infatti ha una grande autonomia con possibilità di controllo a grandi distanze e registrazione video di tutto rispetto. Ogni aggiornamento inoltre porta nuove correzioni o nuove funzioni (difficilmente mi è capitato di accendere il drone e non trovare già un nuovo aggiornamento correttivo disponibile).

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