Come i rivenditori cinesi truffano l’Europa non pagando l’IVA

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In questo articolo parliamo della sempre più popolare truffa all’IVA, un metodo provato funzionante che le aziende cinesi utilizzano per importare in Europa senza pagare i dazi doganali. Questo meccanismo conta circa 1.7 miliardi di euro di IVA non pagata nel Regno Unito: la meta principale utilizzata per distribuire in tutta Europa. Questo principio adottato a livello globale costa all’unione europea 50 miliardi l’anno / 100 euro a cittadino europeo

I negozi non-UE che adottano meccanismi “grigi”

Il numero di negozi che da oltre oceano hanno aperto una P.IVA in Europa è aumentato da 700 nel 2015 a più di 17,000 mila ad Agosto 2017 dove solo Amazon conta più di 23,000 shop che utilizzano magazzini nel Regno Unito per spedire in tutta Europa. Ad oggi, il bureau doganale inglese ha aperto investigazioni solamente su 399 negozi presenti su Amazon & eBay (senza parlare di online shop come GearBest & Banggood che offrono servizi duty-free)

Perchè i cinesi passano dal Regno Unito

Il Regno Unito è il punto di ingresso più semplice per un cinese in Europa. Laddove altri paesi come Italia e Germania hanno rafforzato i controlli doganali negli anni, a Londra tutto continua a passare con controlli minimi. L’Unione Europea ha più volte ammonito questo atteggiamento proponendo pesanti sanzioni (fonte)

La posizione di Amazon ed eBay

La stessa Unione Europea ammette che il sistema IVA in Europa è obsoleto e malfunzionante. Amazon si è ritrovata in un’area grigia dell’importazione in Europa e non trovando leggi in merito si è semplicemente comportata da partner logistico per i venditori oltre oceano offrendo “magazzino, pagamenti, distribuzione e servizio clienti”. Il pagamento dell’IVA è sempre stato un fattore di competenza del venditore oltreoceano che utilizzando partite iva fasulle o clonate è sempre riuscito ad aggirare il problema. Siti come vatfraud.org prendono in giro questo modello dicendo che quando le leggi cambieranno, molti centri logistici Amazon si ritroveranno vuoti

Inoltre, stando al The Guardian, sia Amazon che eBay stanno traendo profitti sull’IVA non pagata in più di 2,000 magazzini di distribuzione in tutto il Regno Unito

La truffa è anche al di fuori di Amazon ed eBay

Stando al sito vatfraud.org, società come TomTop e Global eGrow hanno lavorato per anni raffinando il modello di importazione al di fuori dei magazzini di Amazon ed eBay. Le due società cinesi dopo aver capito le lacune delle dogane Europee hanno fatto presto a mettere in piedi siti eCommerce dedicati per aumentare i profitti saltando le commissioni dei marketplaces

fonte: vatfraud.org

I numeri mostrati nelle tabelle sovrastanti indicano più di 11 milioni di euro di prodotti venduti senza IVA nel Regno Unito tramite eBay. TomTop e GlobalEgrow possiedono tuttavia siti come tomtop.com e gearbest.com: siti ecommerce che offrono spedizioni senza dogana anche in Italia

Prendendo come esempio la Global eGrow, stando a Bloomberg, la società ha come business primario l’eCommerce internazionale dove l’azienda, visto il successo, è addirittura riuscita ad ottenere finanziamenti per essere quotata in borsa in Cina. Il sito di punta di Global eGrow è gearbest.com che risulta al 27° posto tra i marchi cinesi più popolari al mondo (fonte)

L’intervanto della UE

La UE sta lavorando a un piano di IVA unificata per tutta l’Europa che entrerà in vigore al 100% dal 2022. Nel frattempo il Regno Unito avvierà delle investigazioni su tutti i negozi che utilizzano meccanismi illegali di importazione all’interno del paese

Fonti

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1 commento

  1. Ciò che mi chiedo è altro;
    Si fa esempio ad un azienda X con sede ad HK.
    L’azienda X vede in tutto il mondo e anche in ITALIA.
    L’azienda X fattura vendite in italia oltre 35000€.
    L’azienda X è obbligata ad assolvere l’iva italiana aprendo un Ufficio di rappresentanza, pertanto i suoi prodotti dovranno essere PREZZO PRODOTTO + IVA (22%).

    Prendendo Gearbest etc, certo del fatto fatturino oltre 35000€ di vendite in Italia, come fanno?

    art. 41 comma 1 D.L. 331/93->L’imposta è imponibile nello Stato UE di destinazione se l’ammontare delle cessioni supera la soglia (Italia 35000). In questo caso occorre aprire una posizione IVA in questo Paese, identificandosi direttamente o nominando un rappresentante fiscale, secondo le regole interne dei singoli ordinamenti.